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Le interazioni sensoriali tra gatto e uomo

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CONOSCERE IL PROPRIO GATTO TRAMITE I 5 SENSI

Conoscere come il gatto ci percepisce può essere il primo passo per comprendere meglio questo animale domestico, spesso considerato troppo selvatico per creare un rapporto con l’uomo simile a quello che si ha con i cani. In realtà il gatto utilizza tutti i sensi per percepirci e comunicare: esso si crea una immagine sensoriale attraverso la quale mette a punto le strategie di comunicazione con l’uomo.

Vista

Il gatto è tendenzialmente miope con una visione di 10 volte inferiore all’uomo. Non vede di notte, al buio completo, come spesso si pensa, ma ha una ottima visione crepuscolare. Più che l’acutezza visiva, esso utilizza la percezione del movimento della preda ed è in grado di calcolare la distanza di attacco. La sensibilità al movimento deriva da una particolare struttura della retina, mentre la posizione degli occhi, frontale, e le vibrisse, gli permettono invece di calcolare la posizione della preda. Da ciò si evince che il gatto non utilizza la vista per riconoscerci e non percepisce i tratti del viso o del corpo. E’ invece probabile che riconosca anche da lontano alcuni movimenti tipici.

Anche se non riconosce il suo compagno umano dal viso, però sa che il viso viene utilizzato per comunicare e riconosce alcuni segni: se strizziamo gli occhi (segno di amicizia o affetto)mentre lo guardiamo, ci ricambia con lo stesso gesto e se parliamo con lui, miagola guardando il nostro viso.

Udito

Gli esseri umani e i gatti condividono lo stesso livello di udito a circa 20 Hz, ma la differenza nei limiti del suono ad alta frequenza è enorme: l’uomo sente sino a 20,000 Hz mentre il gatto arriva a 64.000Hz. Il gatto utilizza il movimento delle orecchie sia per captare i suoni sia per valutare la direzione e la distanza del suono stesso. Captando il suono con entrambe le orecchie il gatto è in grado di determinare la direzione da dove proviene il suono valutando la distanza tra partenza e arrivo con l’intensità del suono ricevuto.

Il gatto ci parla tramite i miagolii e varie vocalizzazioni: in Natura il gatto adulto e gli altri felini selvatici non miagolano mai, e il miagolio è utilizzato solo dai cuccioli e dalla mamma. Altri tipi di vocalizzazioni come mormorii, fusa, soffi e urla sono invece utilizzati nel complesso gioco sociale tra adulti. Le vocalizzazioni possono esprimere stress, piacere, rabbia. Le fusa in particolare sono un fenomeno vocale lungamente studiato, in quanto complesso. Possono indicare felicità, serenità ma anche stress o dolore. Infatti è stato dimostrato da vari studi che le fusa possono alleviare il dolore sia nel gatto che nella persona che gli è accanto. Alcune specie vocalizzano maggiormente rispetto ad altre: i felini più chiacchieroni sono il Siamese, l’ Ocicat, il Bobtail americano, l’Orientale, il Bengala e il Birmano. Riconoscere le varie forme di miagolio e le vocalizzazioni, può aiutare l’uomo a capire lo stato d’animo del gatto e comportarsi di conseguenza. Così come si reagisce in un determinato modo se il cane abbaia o ringhia, si può adattare la risposta umana al diverso stile comunicativo del gatto.

Olfatto

Il gatto utilizza molto l’odorato per raccogliere informazioni e gli odori sono spesso utilizzati per la comunicazione. I gatti hanno un pelo quasi inodore che curano con attenzione, ma possono produrre odori anche spiacevoli tramite feci e urine. Non avere un odore del pelo lo aiuta quando va a caccia, in quanto lo rende invisibile alle prede. E’ un istinto molto forte e se si usa del profumo quando si lava o si trasferisce un odore sul pelo con una carezza, il gatto può passare anche ore a ripulirsi. Le ghiandole odorifere sono presenti su tutto il corpo e soprattutto sul mento, alla base dei baffi e sulle guance, alla base delle orecchie, tra le dita , alla base della coda e sulla coda.

Gli odori emessi da queste ghiandole servono a marcare il territorio e informare gli altri gatti della propria presenza. Il gatto si strofina, sui mobili, le piante e su qualsiasi oggetto presente, specialmente se nuovo, per creare un ambiente olfattivo rilassante e evitare che altri gatti lo invadino. Anche il compagno umano fa parte di questa comunicazione olfattiva, e quando si torna a casa o si indossano abiti nuovi o puliti, tende a strofinarsi per far rientrare l’uomo nel suo ambiente. L’odore emesso da queste ghiandole, spesso sotto forma di ferormoni, è impercettibile.

Gli odori emessi dalle urine o dalle feci possono essere molto forti e servono a comunicare lo stato ormonale e di salute del gatto. Ad esempio, la femmina può emettere urine odorose se in calore, e il maschio emette urine odorose per tenere lontani altri maschi dalla femmina con cui si accoppia. Non è detto che la sterilizzazione elimini questo comportamento di marcatura, perché non è legato solo alla sfera sessuale ma anche al tenere lontani altri animali. Con la sterilizzazione l’odore si attenua ma se il gatto marca continuamente in casa, bisogna analizzare la situazione perché potrebbero esserci degli stimoli stressanti che vanno risolti.

Tatto e dolore

Il tatto è una fonte di affetto per i gatti: il leccarsi e il dormire accanto li rilassa e da sicurezza. Spesso anche i gatti che normalmente non vanno d’accordo possono decidere di addormentarsi vicini. Se il gatto viene manipolato sin da cucciolo, potrà apprezzare maggiormente il contatto umano anche se poi ogni gatto ha un suo modo di accettare o meno le carezze. Infatti è necessario distinguere tra il piacere di stare vicini e la carezza. Il voler stare vicini o in braccio non indica una richiesta di carezza: spesso se si inizia ad accarezzare il gatto acciambellato sulle gambe, si allontana infastidito. Il gatto sta su di noi o accanto a noi per una ricerca di calore, appoggio fisico ma l’accarezzarlo può indurre nervosismo e spingerlo ad allontanarsi. Questo non accade per incoerenza o cattivo carattere ma perché il contatto prolungato con la mano accarezza può causare sensazioni spiacevoli sulla cute per l’estrema sensibilità delle vie nervose coinvolte e perché accarezzare può indurre elettricità statica che può causare dolore. Come nell’uomo, anche nel gatto la sensibilità al dolore e al tocco sulla pelle è differente, il che spiega in qualche caso come alcuni gatti si fanno accarezzare più a lungo di altri. E’ bene non accarezzare mai a lungo il gatto e mai contropelo. Le carezze devono essere lente e leggere, o ancora meglio brevi e su punti localizzati. Le zone che il gatto apprezza maggiormente sono la nuca, sotto la gola,dietro le orecchie e alla base della coda.

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